ASSOCIAZIONE SALESIANI COOPERATORI

Italia, Medio Oriente e Malta

SALUTO A DON GUIDO PIETROGRANDE ( R. Lorenzini )

Scritto da AmministratoreSITO

Caro don Guido,

ad un mese dalla tua partenza per l’incontro col Signore, con tutti quelli che hai beneficato col tuo ministero, desideriamo esprimerti il nostro saluto e il nostro grazie. Grazie perché mentre preparavi passo dopo passo la tua felicità senza fine, la donavi anche a noi.

Ci hai accompagnati per 36 anni come Delegato del nostro gruppo di Salesiani Cooperatori di Bardolino e con tutto te stesso desideravi di farci scoprire la bellezza del vivere in amicizia col Signore Gesù. Eri anche esigente e ci mettevi in guardia da una certa superficialità, da un cristianesimo all’acqua di rose.

La Tempesta, La Vulnerabilita' e le False Sicurezze (dal San Bonaventura informa)

Scritto da AmministratoreSITO

 

L’ omelia di papa Francesco pronunciata durante il “Momento straordinario di preghiera” per chiedere la fine della pandemia di Covid-19 Sagrato della Basilica di San Pietro - venerdi 27 marzo

«Venuta la sera» (Mc 4,35). Così inizia il Vangelo che abbiamo ascoltato. Da settimane sembra che sia scesa la sera. Fitte tenebre si sono addensate sulle nostre piazze, strade e città; si sono impadronite delle nostre vite riempiendo tutto di un silenzio assordante e di un vuoto desolante, che paralizza ogni cosa al suo passaggio: si sente nell’aria, si avverte nei gesti, lo dicono gli sguardi. Ci siamo ritrovati impauriti e smarriti. Come i discepoli del Vangelo siamo stati presi alla sprovvista da una tempesta inaspettata e furiosa. Ci siamo resi conto di trovarci sulla stessa barca, tutti fragili e disorientati, ma nello stesso tempo importanti e necessari, tutti chiamati a remare insieme, tutti bisognosi di confortarci a vicenda.

Le conseguenze del coronavirus. La fame che già cresce e che dobbiamo saziare

Scritto da AmministratoreSITO

Di Marina Corradi 

Fame. È la parola pronunciata sabato dal Papa nella Messa a Santa Marta. Francesco parla spesso di fame nel mondo, ma questa volta lo fa in un’accezione nuova. Come conseguenza della pandemia: «Si incomincia a vedere gente che ha fame perché non può lavorare, non aveva un lavoro fisso, e per tante circostanze. Incominciamo già a vedere il "dopo", che verrà più tardi, ma incomincia adesso». Nuova fame di nuovi poveri, che fino a ieri se la cavavano, precari, lavoratori in nero o confinati nella sempre più grande zona grigia del lavoro povero, ma anche dipendenti licenziati. Una folla appiedata di colpo, che da un giorno all’altro non porta a casa niente. Gente che la fame vera non l’ha mai vista, ed è attonita, e si vergogna, a domandare. (La telefonata pudica di una giovane mamma filippina, colf in nero, lui finora fattorino precario, due figli, uno neonato. Estorcerle a fatica la verità: «Non abbiamo più niente da mangiare»).

Non si muore soli

Scritto da AmministratoreSITO

Non credo che si muoia soli... Tutto si basa sul colore del tempo, del tempo interiore, naturalmente. Se per noi la morte è una caduta nel nulla, il tempo assume il colore dell’angoscia. Se si tratta invece dello sfociare nella luce, allora il colore è quello della speranza. Il tempo o piuttosto l’istante. Per l’anziano come per il bambino non esiste domani, è oggi stesso che la fede può trasformare l’angoscia in speranza, la morte in Risurrezione. Essere nella Chiesa ci libera dalla preoccupazione della continuità: ad ogni modo, ciò che è essenziale continuerà, la comunione dei santi, che talvolta mi colpisce, non può essere interrotta. Certamente, quando l’età avanza ci impedisce di combattere e di servire, arriviamo a sentire con particolare intensità il dolore degli uomini.

Le azioni di don Bosco con i suoi giovani ai tempi dell' Epidemia

Scritto da AmministratoreSITO

Le Epidemie ai Tempi di Don Bosco 

Prima dell’avvento della medicina moderna, il colera era una malattia particolarmente pericolosa e spesso mortale, e il santo aveva infatti profeticamente detto ai suoi ragazzi, nel maggio 1854, che Torino sarebbe stata colpita da un’epidemia; ma li confortava dicendo che se avessero fatto come diceva lui sarebbero stati al sicuro. Il consiglio che diede loro era semplice ma alla fine molto efficace: evitare il peccato, indossare una medaglia benedetta della Beata Vergine e ricorrere alla preghiera.