ASSOCIAZIONE SALESIANI COOPERATORI

Italia, Medio Oriente e Malta

Salesiani Cooperatori Presbiteri ancora una Promessa in Campania

Scritto da AmministratoreSITO

 Oggi nella sua Parrocchia diocesana don Giuseppe de Vincentis ha detto  il suo SI a don Bosco  davanti a dei giovanissimi Testimoni . La gioia della condivisione parte dall’orizzonte comune di felicità, lo sfondo è l’amore, quello fatto di sacrificio certamente, ma soprattutto di fiducia che tu caro p. Giuseppe hai saputo donare a ciascuno di noi negli anni della grande condivisione del sogno comune dell’Oratorio. 

 (Scrive la sua Comunita' )  .Ricordiamo ancora quando con la tua sana leggerezza cercavi di forzare il muro precostituito del nostro ” si fa così”, per trovare un linguaggio che fosse espressione della cura dei ragazzi e dei giovani per una sana ed armonica crescita.Ciascuno di noi è responsabile della missione comune, e vi partecipa con la ricchezza dei suoi doni e delle caratteristiche laicale e sacerdotale dell’unica vocazione salesiana.
Il salesiano cooperatore  porta in tutti i campi educativi e pastorali il valore proprio della sua laicità, che lo rende in modo specifico testimone del Regno di Dio nel mondo, vicino ai giovani e alle realtà del lavoro. Il salesiano cooperatore sia esso laico  presbitero o diacono apporta al comune lavoro di promozione e di educazione alla fede la specificità del suo ministero, che lo rende segno di Cristo pastore, particolarmente con la predicazione del Vangelo e l’azione sacramentale.
La presenza significativa e complementare di salesiani  Cooperatori  Presbiteri  costituisce un elemento essenziale della  fisionomia e completezza apostolica. 

Grazie Don Giuseppe e Benvenuto fra noi .

GIORNATE DI STUDIO A MATERDOMINI ISPETTORIA SALESIANA MERIDIONALE

Scritto da AmministratoreSITO

Dal 29 Novembre  al 1 Dicembre  2019  Giornate di studio della Famiglia Salesiana a Materdomini (AV)   Relatore don Pascual Chavez - , tra i partecipanti  FMA  SDB  e alcuni laici  tra cui Salesiani Cooperatori della Campania Basilicata  -Calabria Puglia - Exallievi  -Adma  -Una bella iniziativa per sostenere e rendere significativa la Comunione carismatica tra i membri della Famiglia Salesiana del territorio e creare sinergie a livello ispettoriale, regionale e locale tra i diversi gruppi della FS nel sud, per la scelta e realizzazione di iniziative concrete .

a cura  del servizio comunicazione ASSCC .

VERA GRITA Salesiana Cooperatrice (Causa di Canonizzazione )

Scritto da AmministratoreSITO

VERA GRITA  

22 Dicembre Apertura della Causa di Canonizzazione 

 Salesiana Cooperatrice 

Testimoni

 Roma, 28 gennaio 1923 - Pietra Ligure, Savona, 22 dicembre 1969

 Vera Grita fu insegnante di scuola elementare. Da quando a Savona, il 4 luglio 1944, venne calpestata dalla folla che fuggiva per un bombardamento, le lesioni riportate la segnarono irreparabilmente. Aveva 21 anni.Nel 1940si trasferì a Savona dove, nella parrocchia salesiana di Maria Ausiliatrice, partecipava alla messa e frequentava la confessione. Nonostante la malattia, accettò di insegnare in scuole periferiche: Rialto, Erli, Alpicella, Deserto di Varazze. Dal 1963 fu suo confessore il salesiano don Giovanni Bocchi; quando divenne cooperatrice salesiana (1967),si affidò a  don Gabriello Zucconi. Il 19 settembre 1967 iniziò l’esperienza mistica. Mentre pregava davanti al Tabernacolo, risentì la “Voce” che già una volta aveva sentito ad Alpicella, otto anni prima e che la invitava a vivere a fondo la gioia e la dignità di figlia di Dio , nella comunione con la Trinità e nell’intimità eucaristica del Tabernacolo. “Il vino e l’acqua siamo noi: io e tu, tu e Io. Siamo una cosa sola […] lasciami lavorare, non pormi ostacoli […] la volontà del Padre mio è questa: che Io rimanga in te, e tu in Me. Insieme porteremo gran frutto”.Fu il primo di 186 messaggi che costituiscono l’Opera deiTabernacoli Viventi che Vera, lottando con il timore di essere vittima di un inganno, scrisse in obbedienza a don Zucconi. Vera morì a due anni dall’inizio della sua esperienza mistica. Nei messaggi sono espliciti i riferimenti a Don Bosco e al suo “da mihi animas” che tendono a rinnovare nei salesiani il senso dell’unione con Dio e la fiducia in Maria Ausiliatrice, per donare Dio attraverso un apostolato instancabile che cooperi alla salvezza dell’umanità.L’Opera, secondo i Messaggi, viene affidata per la sua realizzazione e diffusione ai figli di Don Bosco: “Ho scelto i Salesiani poiché essi vivono con i giovani, ma la loro vita di apostolato dovrà essere più intensa, più attiva, più sentita”.