ASSOCIAZIONE SALESIANI COOPERATORI

Italia, Medio Oriente e Malta

IL SOGNO DEI NOVE ANNI -DON BOSCO -

Scritto da AmministratoreSITO

«A nove anni ho fatto un sogno. Mi pareva di essere vicino a casa, in un cortile molto vasto, dove si divertiva una gran quantità di ragazzi. Alcuni ridevano, altri giocavano, non pochi bestemmiavano. Al sentire le bestemmie mi slanciai in mezzo a loro. Cercai di farli tacere usando pugni e parole.

In quel momento apparve un uomo maestoso, vestito nobilmente. Un manto bianco gli copriva tutta la persona. La sua faccia era così luminosa che non riuscivo a fissarla. Egli mi chiamò per nome e mi ordinò di mettermi a capo di quei ragazzi. Aggiunse: «Dovrai farteli amici non con le percosse, ma con la mansuetudine e la carità. Su, parla, spiegagli che il peccato è una cosa cattiva e che l'amicizia con il Signore è un bene prezioso». Confuso e spaventato risposi che io ero un ragazzo povero e ignorante, che non ero capace di parlare di religione a quei monelli.

Solo se noi, adulti e anziani, sogniamo, i giovani saranno in grado di profetizzare!

Scritto da AmministratoreSITO

“Solo se noi, adulti e anziani, sogniamo,
i giovani saranno in grado di profetizzare!”

 

 

Carissimi,

in questi giorni abbiamo avuto modo di riflettere sul tema della Strenna 2020 anche grazie alla recente diffusione del relativo filmato prodotto dalla IME COMUNICAZIONI.

La voce del Rettor Maggiore ci convoca per un impegno sociale e politico più forte e significativo: dire ”basta alla povertà, alla fame, alle ineguaglianze, allo sfruttamento della terra, al mercato spietato delle persone” è una priorità del nostro essere salesiani e ancora più della nostra missione di laici nel mondo secolare.

Se non andiamo incontro alle periferie esistenziali come Don Bosco, non conosceremo a fondo le difficoltà dei giovani del nostro tempo e non saremo in grado di affrancarli da esse.

E’ per questo motivo che vi chiedo se non trovate opportuno, in questa fase del vostro nuovo mandato, di dedicare del tempo alla progettazione di iniziative a sfondo sociale da realizzare nel corso di questo anno, che possano eventualmente costituire la premessa per una modalità nuova ed attuale di porci, come singoli SSCC e come Associazione, nei confronti delle problematiche giovanili.

IL SOGNO MISSIONARIO CONTINUA

Scritto da AmministratoreSITO

Ho visto imprese che sembravano impossibili: uomini e donne donare quotidianamente la vita in foreste e deserti terribili o in periferie lacerate quotidianamente dalla violenza. Annunciando Gesù con il vangelo semplice e silenzioso vissuto nella vita quotidiana.

Il sogno missionario del titolo, amici del carisma salesiano, è il grande sogno missionario di Don Bosco. Fin dai primi anni della fondazione della piccola e fragile Società di San Francesco di Sales (Salesiani), egli inviò i primi missionari in Argentina (1875), perché si occupassero delle migliaia di emigranti italiani che vi erano arrivati, ma con il profondo desiderio che, nel più breve tempo possibile, andassero ad evangelizzare le popolazioni indigene della Patagonia.

In uno dei suoi più grandi e profetici sogni missionari, Don Bosco sorvola il mondo insieme ad alcuni dei suoi giovani, guidato da una pastorella. I giovani leggono i cartelli delle città che scorrono sotto di loro: Valparaíso, Santiago, poi montagne, colline e mari e Pechino!

Christus vivit, la fede non ignora la storia

Scritto da AmministratoreSITO
A un anno dal Sinodo sui giovani, ragazzi e ragazze dal mondo si confrontano con la "Christus vivit", l'Esortazione apostolica di Papa Francesco. All’umanità, si legge nel documento, non serve la rottura fra le generazioni, ma anziani e ragazzi uniti, radici che guidano il futuro. E quale radice più bella che essere cristiano e appartenere alla Terra Santa? È l’esperienza di Meera, giovane palestinese che dice: qui il Vangelo è “pietra viva”VVV

Non lamentiamoci, il Signore consola e punisce con tenerezza (Papa Francesco )

Scritto da AmministratoreSITO

Il Signore guida il suo popolo, lo consola, ma anche lo corregge e lo punisce con la tenerezza di un padre, di un pastore che “porta gli agnellini sul petto e conduce dolcemente le pecore madri”. Così Papa Francesco, nell’omelia della Messa del mattino a Casa Santa Marta, risponde alle domande “Come consola, come corregge il Signore?” suscitate dalla liturgia di oggi.