GIORNATA MISSIONARIA SALESIANA 2021: UN SOLO PADRE, UNA SOLA FAMIGLIA. LA SOLIDARIETÀ MISSIONARIA COME PRIMO ANNUNCIO

Scritto da AmministratoreSITO

Carissimi ,
Vi raggiungo per ricordarvi che Sabato 10 Luglio ci sarà la Giornata Missionaria Salesiana (GMS) 2021 nella nostra Ispettoria Salesiani Sicilia  

 Per l'evento con l'equipe di Animazione Missionaria abbiamo pensato
- Un'introduzione alla Celebrazione Eucaristica di Sabato 10 Luglio

e un'intenzione di preghiera missionaria per la Preghiera dei fedeli 
- Raccolta fondi per le Missioni durante la Messa e/o durante quella settimana
- Mandato missionario durante la Messa di Sabato 10 Luglio lì dove ci sono giovani che parteciperanno ai Campi Missionari [vedi allegato]
- Video Testimonianza di 2 giovani di Alassio che in questi mesi hanno avviato una serie di iniziative per raccogliere fondi per la nostra presenza a Tunisi (esempio di Animazione Missionaria per i ragazzi e giovani dei nostri ambienti che si può far vedere in una Buonanotte o momento formativo durante la settimana della GMS; si può usare anche o in alternativa il video lancio della GMS 2021 realizzato dal dicastero delle Missioni) [vedi video allegati]
- Brevissimo video simpatico e creativo da realizzare con i ragazzi dei Grest che contenga il titolo della GMS "Un solo Padre, una sola famiglia" così da sensibilizzare i ragazzi alla tematica (i video poi verranno pubblicati sui nostri canali social)
- Iniziativa di rinunciare a tutta o parte della propria merenda per raccogliere i soldi per le Missioni (Solidarietà missionaria, tema della GMS 2021)
- Bellissima lettera circolare di Don Albera sulle Missioni da leggere personalmente e/o come lettura spirituale nelle nostre comunità durante la settima della GMS [vedi allegato]

GRAZIE per la vostra collaborazione...siamo tutti Animatori Missionari, cuore del nostro carisma

Don Dario Spinella  ed Equipe di Animazione Missionaria 

Dalla lettera circolare di Don Paolo Albera Gli Oratori festivi – Le missioni – Le vocazioni

del 31 maggio 1913, in LC 121-124
Le Missioni erano l'argomento prediletto dei discorsi di Don Bosco

, e sapeva infondere nei
cuori tale un vivo desiderio di diventar missionari che sembravaci la cosa più naturale del mondo. E
quando il Console della Repubblica Argentina a Savona, meravigliato di quanto vedeva all'Oratorio,
lo richiese di una simile istituzione per la provincia di Buenos Aires, egli accettò subito il disegno
di far udire la parola divina fino in Patagonia e nella Terra del Fuoco.
Questo pensiero, umanamente parlando, sapeva di temerità grande, perchè i Missionari che
avevano tentato prima di penetrare in quelle vaste regioni quasi inesplorate, erano stati
barbaramente trucidati. Tuttavia per Don Bosco il secondo fine della sua Congregazione doveva
essere le Missioni e nulla lo rattenne dall'abbracciarlo in tutta la sua estensione.
Approvato ed incoraggiato altamente il suo progetto da S. S. Pio IX, Don Bosco preparò la
prima spedizione di alcuni suoi figli, sotto la guida di Don Giovanni Cagliero, per l' 11 novembre
1875. Egli si privò dei suoi migliori soggetti ; si sottopose a privazioni d' ogni fatta per preparare
tutto l'occorrente; ne tracciò colla più grande minutezza l'itinerario, e provvide alle minute
occorrenze anche materiali di quel lungo viaggio.
Chi può ridire le cure e le sollecitudini di Don Bosco per questa prima spedizione che doveva
tosto essere seguita da numerosissime altre, apportatrici sempre di un numero maggiore di generosi
apostoli in mezzo alle tribù selvagge? Chi la contentezza del cuor suo quando li seppe giunti a
destinazione sul suolo americano? Chi il giubilo di lui quando vide i suoi figli penetrare le Pampas e
la Patagonia e spingersi intrepidi attraverso la Terra del Fuoco fino all'estrema punta australe dello
stretto di Magellano?
E quando vide la Patagonia Settentrionale eretta in Vicariato Apostolico con la consacrazione
Episcopale del primo dei Vescovi suoi che egli portava in petto, e quando la Patagonia Meridionale
e Terra del Fuoco in Prefettura Apostolica; e quando alcuni di quei poveri selvaggi convertiti si
prostrarono dinanzi a lui per attestargli la loro gratitudìne, provò talì dolcezze che nessuno mai
potrà ridire quaggiù, e che lo consolarono abbondantemente di tutte le pene sofferte ! […]
Da allora in poi le Missioni furono il cuore del cuor suo e parve vivesse più soltanto per esse.
Non già che trascurasse le numerose altre opere, ma la preferenza era ai poveri Patagoni e Fueghini.
Ne parlava con tanto entusiasmo che si restava meravigliati e fortemente edificati dell'ardore suo
accesissimo per le anime.
Pareva che ogni palpito del suo cuore ripetesse Da mihi animas ! Al fascino della sua voce
parlante delle Missioni si suscitavano nel cuore dei figli istantanee prodigiose vocazioni
all'Apostolato, ed i benefattori non potevano non cooperare efficacemente con generose oblazioni
per quest'Opera veramente divina, qual è la salvezza delle anime Divinorum divinissimum est
cooperari in salutem animarum, come disse l'Areopagita.
E il Signore benedisse copiosamente questa sua ardente sete d'anime con donare, mercè la sua
prece, ai figli suoi vaste e numerose Missioni che fiorirono in breve in frutti di santità e civiltà..
Nella visita alle Case e Missioni di America, compiuta dieci anni fa, ho potuto toccar con mano
la realtà di quanto dico. Dopo le Missioni della Patagonia e Terra del Fuoco vennero quelle fra i
Bororos del Matto Grosso in Brasile, poi quelle fra gli Jivaros nell'Equatore Orientale ed
ultimamente le nuove immense Missioni delle Indie e della Cina.
Questo è il campo estesissimo in cui la nostra Pia Società deve far discendere, insieme col
sangue redentore di Gesù Cristo, i sudori delle fatiche apostoliche, e, se occorre, come è già
avvenuto nella Patagonia, anche il sangue dei suoi figli.
Non vi sarà difficile perciò, o carissimi, comprendere il grave peso che incombe al vostro
Rettor Maggiore per provvedere di personale sicuro e zelante e di mezzi materiali queste Missioni.
Anzi i bisogni, così di personale come di mezzi, si fanno sempre più sensibili, ed io sento la
necessità di far appello al cuor vostro... per aiuto.
Sì, vogliate ancor voi dividere con me un tanto peso, prendendo grandemente a cuore le nostre
Missioni, primieramente colla preghiera e poi coll'opera. La preghiera che è la potenza di Dio nelle
mani nostre, salga incessantemente ad impetrare la grazia della vocazione all'apostolato sopra di noi
e sopra i giovani affidati alle nostre cure. Preghiamo con intensità di fede e di affetto per questo
fine, interponendo la mediazione potentissima della nostra cara Madonna e del Venerabile Padre.
Ma la preghiera non basta, conviene unire anche l'opera. Questa può essere anzitutto personale
con farvi uno studio particolare di arricchirvi delle virtù del Missionario che debbono essere una
pietà profonda ed un grande spirito di sacrifizio, sacrifizio per tutta la vita e non solo per alcuni
anni... Quando in un cuore s'è accesa la fiamma dell'Apostolato, non dovrebbe più estinguersi.
L'opera vostra poi si estenda agli altri, sia parlando sempre con entusiasmo delle nostre
Missioni evitando di ripetere: si può esser Missionari dappertutto, perché ciò è assolutamente falso
per i chiamati all'Apostolato fra gli infedeli; sia descrivendo la bellezza di quest' Apostolato ai
giovani dei nostri Oratorii; sia economizzando a fine di porre da parte qualche cosa per le Missioni.
Molte case si lamentano di non trovare più offerte: la vera cagione forse non istà nella
mancanza di benefattori, ma nell'aver voluto convergere tutte le elemosine ai bisogni locali, senza
più preoccuparsi delle Missioni. Ci pensino un po' quei Direttori che si trovano in questa
condizione, e vi riparino con rianimare nei loro benefattori la volontà di venir in aiuto anche alle
nostre Missioni che costituiscono la maggior gloria della nostra Congregazione.
Si, lavorate, o buoni confratelli, con questi ed altri mezzi a favore delle nostre Missioni, ma il
vostro lavoro miri sopratutto a suscitare in mezzo ai giovani affidati alle nostre cure numerose,
sincere e salde vocazioni.

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