San Camillo de Lellis: carità e misericordia senza confini

Scritto da AmministratoreSITO

Si celebra oggi, 14 luglio, la festa di San Camillo de Lellis, fondatore dell’Ordine dei ministri degli infermi.

Il patrono dei malati, degli infermieri e degli ospedali è festeggiato in ogni angolo del pianeta, con la presenza in tutti i continenti di operatori sanitari e volontari che si rifanno al suo insegnamento. L'intervista a fratel Carlo Mangione: "In questi mesi abbiamo indossato la tuta per essere ogni giorno accanto ai malati di Covid-19".

Le mille braccia che San Camillo desiderava avere per raggiungere i malati di ogni luogo sono oggi i volti, i cuori, le professionalità di centinaia di migliaia di operatori che superano ogni confine per essere accanto a chi soffre. Oggi, come ogni 14 luglio, la Chiesa celebra il santo patrono dei malati, degli infermieri e degli ospedali. Assieme a San Giovanni di Dio, è lui il faro che illumina la strada a chi ha scelto di fare della propria professione una missione, di una vocazione un servizio instancabile. 

I ministri degli infermi

Nato a Bucchianico il 25 maggio 1550, a 36 anni San Camillo de Lellis fonda la Compagnia dei ministri degli infermi. L' opera, una autentica scuola di carità, è oggi diffusa in tutto il mondo. I ministri degli infermi, conosciuti come camilliani, sono chiamati, seguendo le orme del loro fondatore, a vivere una inscindibile relazione: quella tra Crocifisso e carità. Anche oggi la croce rossa, posta sul petto nell’abito dei camilliani, continua ad essere un segno di vicinanza caritatevole soprattutto per chi soffre, per chi vive l’esperienza del dolore e della malattia. Camillo muore a Roma all'età 64 anni, il 14 luglio 1614. Nel suo testamento scrive: “Io Camillo de Lellis... lascio al demonio, tentatore iniquo, tutti i peccati... Lascio e dono l’anima mia al mio amato Gesù e alla sua Madre... Lascio a Gesù Cristo tutto me stesso in anima e corpo e confido che, per sua immensa bontà e misericordia, mi riceva e mi perdoni”. Nel 1746 è proclamato santo da Benedetto XIV.

Il servizio per i malati 

Il Papa domenica 11 luglio ha recitato l'Angelus dal Policlinico Gemelli di Roma, una settimana dopo il ricovero che si è concluso oggi, mercoledì 14 luglio con le dimissioni avvenute a metà mattinata. Francesco domenica ha voluto ricordare l'olio, che è immagine del sacramento dell’Unzione dei malati, ma anche “l’ascolto, la vicinanza, la premura, la tenerezza di chi si prende cura della persona malata” lenendo così il suo dolore:

Tutti noi, tutti abbiamo bisogno prima o poi di questa “unzione” della vicinanza e della tenerezza, e tutti possiamo donarla a qualcun altro, con una visita, una telefonata, una mano tesa a chi ha bisogno di aiuto. Ricordiamo che, nel protocollo del Giudizio Finale, una delle cose che ci domanderanno sarà la vicinanza agli ammalati.

Nell'intervista a Radio Vaticana - Vatican News fratel Carlo Mangione, religioso camilliano e direttore generale dell’ospedale Santa Maria della Pietà a Casoria, sottolinea come le parole del Santo Padre siano l'essenza del servizio che i camilliani esercitano quotidianamente accanto ai malati, ai bisognosi di cure. 

Carità e misericordia

 I camilliani, in ogni angolo del mondo, realizzano quella prossimità, manifestano quella tenerezza di cui il Papa ha parlato all'Angelus di domenica scorsa.

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