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La Politica del Padre Nostro (Frutto delle Giornate di Spiritualita' )

Frutto delle Giornate di Spiritualità della Famiglia salesiana un bel “Padre Nostro” da vivere nella quotidianità.

 Miei cari amici, vi saluto in questo tempo di Quaresima, da Torino-Valdocco, dove Don Bosco ha iniziato la sua missione con i primi ragazzi, qui dove siamo nati noi salesiani. Qui dove, insieme a sua madre (così mi piace dire), ha fondato il primo Oratorio salesiano, e proprio lei è stata la madre di quei "senzatetto del momento".

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In questi giorni difficili possiamo ritrovare ...

In questi giorni difficili possiamo ritrovare i piccoli gesti di vicinanza e concretezza verso le persone che sono a noi più vicine, una carezza ai nostri nonni, un bacio ai nostri bambini, alle persone che amiamo - racconta il Pontefice - sono gesti importanti, decisivi.

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#standoacasa di Storace Federica

Lontana dalla scuola e dagli studenti, impelagati nell'organizzazione della didattica a distanza, che è l'unica soluzione, per ora, ma non può sostituire la presenza, occhi, visi e tutto quello che c'è "dentro".
Siamo costretti a stare a casa e, benché responsabilmente, scoccia questo stop forzato, anche perché se ne vedono tutti i limiti e le contraddizioni e si temono le conseguenze a breve e lungo termine.
Non è partito bene per nessuno questo stare a casa, se proprio vogliamo essere sinceri.

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Livia, exallieva ed infermiera: “Nei momenti di sconforto risento i miei docenti e quello che mi hanno trasmesso”

(Ans)  Livia Borello è una giovane mamma, un’infermiera in prima linea nella lotta contro il coronavirus, nonché un exallieva del Liceo Classico salesiano “Valsalice” di Torino. La famiglia, il lavoro e l’educazione sono tre dimensioni intrecciate nella sua vita, di cui parla nell’intervista che segue.

Buongiorno Livia, descrivi tutte le precauzioni che devi adottare prima di poter entrare a contatto con i pazienti.

Tecnicamente parte tutto dal lavaggio delle mani, che va eseguito due volte: la prima secondo le linee guida dell’OMS con acqua e sapone e poi con antisettico. Per quanto riguarda la divisa, che deve essere cambiata ogni giorno, utilizziamo dei camici plastificati idrorepellenti in aggiunta ad un primo paio di guanti che arriva fino al gomito; seguono poi un secondo paio di guanti, mascherina chirurgica, per proteggere il paziente stesso a causa del fatto che fino a pochi giorni fa non era disponibili tamponi per noi operatori sanitari, e filtrante facciale. Dopo si aggiungono occhiali protettivi, un caschetto con visiera (viser) e la cuffietta per i capelli, ora monouso. Infine si arriva al terzo paio di guanti, l’ultimo, da cambiare dopo qualunque attività.

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Coronavirus Covid-19: Salesiani, una novena straordinaria a Maria Ausiliatrice

 

(ANS – Roma) – Al termine della novena straordinaria a Maria Ausiliatrice, pregata in tutto il mondo salesiano, il Rettor Maggiore, Don Ángel Fernández Artime, invita a fare un Atto di Affidamento rinnovando con il cuore di Don Bosco la propria fiducia a Maria Santissima, in quest’ora di prova e di sofferenza a causa della pandemia del coronavirus.

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PATTO EDUCATIVO GLOBALE -We are - We share - We Care

«TUTTI, MA SOPRATTUTTO I BAMBINI E I GIOVANI, HANNO BISOGNO DI UN CONTESTO ADEGUATO,
DI UN HABITAT REALMENTE UMANO, IN CUI SI VERIFICHINO LE CONDIZIONI PER IL LORO SVILUPPO
PERSONALE ARMONIOSO E PER IL LORO INSERIMENTO NELL'HABITAT PIÙ GRANDE DELLA SOCIETÀ.
QUANTO RISULTA ALLORA IMPORTANTE L'IMPEGNO PER CREARE UNA "RETE" ESTESA E FORTE DI LEGAMI
REALMENTE UMANI, CHE SOSTENGA I BAMBINI, CHE LI APRA IN MODO SERENO E FIDUCIOSO ALLA REALTÀ,
CHE SIA UN AUTENTICO LUOGO D'INCONTRO, IN CUI IL VERO, IL BUONO E IL BELLO TROVINO
UNA GIUSTA ARMONIA».

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Don Giuseppe Berardelli morto sul campo, da prete, ha rinunciato al respiratore per donarlo a uno più giovane

Sembra una frase fatta, “morto sul campo”. Don Giuseppe era arciprete di Casnigo ormai da quasi quattordici anni e avrebbe concluso la sua missione a Casnigo. L’ha conclusa prima, in un ospedale, a Lovere, colpito dal coronavirus. Già lo scorso anno aveva avuto problemi di salute. Il suo sorriso perenne, la sua disponibilità, ma anche il suo attivismo nella realizzazione di opere importanti e costose, quel sorriso nascondeva le preoccupazioni. “Era una persona semplice, schietta, di una grande gentilezza e disponibilità verso tutti, credenti e non credenti. Il suo saluto era ‘pace e bene’. Sempre cordiale e disponibile verso l’amministrazione pubblica, le associazioni e non solo quelle della parrocchia, partecipava a tutte le manifestazioni senza essere mai invadente.

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TRA LE FERITE DELLE NOSTRE PAURE SBOCCIANO LE ROSE PROFUMATE DELLA PASQUA

Carissimi amici, la lontananza forzata dovuta all’emergenza del coronavirus, non mi impedisce di pensare a voi. L’unico mezzo che mi permette di avere un contatto (senza pericolo!) è quello epistolare, per questo vi scrivo. Il momento critico che viviamo ci fa scoprire all’improvviso di essere fragili e vulnerabili. Le norme di sicurezza, quanto mai necessarie per arginare il virus, creano tuttavia un senso di spaesamento e di angoscia, che ci rimandano ai versi di Ungaretti: ”Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie”. Anche qualche settimana fa, il mercoledì delle Ceneri, abbiamo ricordato che la nostra esistenza è come la polvere; è strutturalmente segnata dalla finitudine. Ma, per fortuna, dentro questa fragilità brilla una scintilla della vita stessa di Dio.

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Scuole chiuse " Il non aver nulla da fare"

Le scuole sono chiuse! Speriamo per un tempo breve. Intanto, sembra che una delle preoccupazioni dei genitori sia ”Cosa possiamo fare per non far annoiare nostro figlio?”.

Abbiamo una incredibile paura della noia, come se fosse foriera di pericoli e negatività. Ma la noia è anche veicolo di invenzione, creatività, silenzio, ricerca… Siamo abituati a organizzare tutto il loro tempo; eppure, i poeti cantavano “l’ozio, dono degli dei". Quando i ragazzi dicono “Mi annoio” tanti genitori si spaventano. In realtà, semplicemente i ragazzi non sono allenati a organizzare il proprio stare da soli, il non aver nulla da “fare”. Anche in questa occasione, il "fare" non è "l’essere".

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